UN BRUTTO RISVEGLIO

Calma e sangue freddo. In tempi di Sanremo il Milan deve ripartire da questa canzone e sul palco non può cantare il solo Zlatan Ibrahimovic. Nel momento più difficile della gestione Pioli tutti sono chiamati a reagire, ma nessun processo a un gruppo che fin qui ha viaggiato ben oltre le aspettative. Nessuna accusa, ma sicuramente un’analisi dettagliata: bisogna trovare i perché di un risveglio così brusco.

SERATACCIA

L’ultima batosta lontano da San Siro risaliva al 22 dicembre 2019, una vita fa. Difficile, però, chiamare il due a zero del “Picco” un incidente di percorso. Non tanto perché è la terza sconfitta in 5 partite ma soprattutto per il modo in cui è arrivata. Contro Lille, Juventus e Atalanta, il Milan aveva dato segni di vita. Contro la squadra di Italiano no. Non a caso Pioli ha parlato di prima sconfitta meritata in stagione. 

 

IL MILAN SI RIPRENDE LA VETTA

Il Milan batte 4-0 il Crotone e torna in vetta alla classifica di Serie A. Tutto facile per i rossoneri che passano al 30′ con Ibrahimovic e poi dilagano nella ripresa. Al 64′ lo svedese raddoppia, poi sale in cattedra la coppia Calhanoglu-Rebic. Il turco, al ritorno dopo il Covid-19, regala due assist che il croato trasforma in gol al 69′ e al 70′. La squadra di Pioli guida la classifica a +2 sull’Inter.

PIOLI: MILAN AVANTI COSI’

Con un po’ di sofferenza nel finale, ma il Milan è tornato al successo in Serie A vincendo 2-1 in casa del Bologna e confermandosi in testa alla classifica: “In questo campionato per vincere bisogna fare fatica – ha commentato Stefano Pioli -, ma abbiamo creato tanto e nel finale abbiamo commesso una ingenuità che li ha rimessi in partita”. Nel finale qualche patema per i rossoneri: “Nessun calo fisico, abbiamo fatto un’ottima prestazione”.

LA DEA STRAPAZZA IL DIAVOLO

Crolla il Milan nell’ultima partita del girone d’andata di Serie A con i rossoneri battuti in casa 0-3 dall’Atalanta di Gasperini, ma comunque campioni d’inverno. Rossoneri in difficoltà per tutta la partita e sorpresi dal colpo di testa al 26′ di Romero sugli sviluppi di corner. Nella ripresa è dominio nerazzurro che prima hanno raddoppiato con Ilicic dal dischetto al 53′, calando poi il tris con Zapata al 77′. Per il Milan solo un palo di Diaz.

LA LEGGE DI IBRA

Il Milan vince 2-0 a Cagliari nel posticipo della 18^ giornata di Serie A, mantenendo la distanza di tre punti sull’Inter. Successo rossonero nel segno di Zlatan Ibrahimovic che, al ritorno da titolare dopo due mesi di stop, ha firmato la quinta doppietta in campionato. Lo svedese si è procurato il rigore poi trasformato al 7′, trovando poi il raddoppio al 52′. Espulso Saelemakers nella ripresa. 

IL DIAVOLO ABBATTE IL TORO

Il Milan batte 2-0 il Torino nell’anticipo della 17^ giornata di Serie A, allungando in vetta alla classifica. Partita decisa tutta nel primo tempo con i rossoneri in vantaggio al 25′ con il destro vincente di Rafael Leao, messo davanti al portiere da Diaz. Lo stesso spagnolo al 36′ si è procurato il calcio di rigore che Kessie ha trasformato per il raddoppio. Per i granata solo una traversa di Rodriguez. Nel finale in campo Ibrahimovic.

A TESTA ALTA CONTRO I CAMPIONI D’ITALIA

Nel posticipo della 16^ giornata di Serie A, la Juve batte 3-1 il Milan a San Siro, si rilancia nella lotta scudetto e infligge ai rossoneri il primo ko in campionato, ponendo fine a un’imbattibilità che durava da 27 gare. Protagonista della notte di San Siro Federico Chiesa, che realizza una  doppietta (18′ e 62′) dopo aver colpito un palo (16′). In mezzo il meritato pari di Calabria (41′). Il tris bianconero confezionato dalla panchina, con Kulusevski che serve a McKennie il pallone che chiude il match.

DIAVOLO DI UN MILAN

Bellezza iniziale, brivido finale: si potrebbe riassumere così il successo del Milan, che passa sul campo del Sassuolo e mantiene la testa della classifica. La squadra di De Zerbi, freddata dal gol più veloce della storia del calcio europeo, impiega troppo a risvegliarsi e nonostante l’aggressività e il pressing totale messi in campo nel secondo tempo non riesce a acciuffare neppure un punto. Prima Rafael Leao, dopo appena 6 secondi e 80 centesimi, con uno schema provato e riprovato in allenamento. Calcio d’inizio: Leao-Calhanoglu-Leao. Un fulmine. E una bellezza anche la giocata del portoghese sul presunto raddoppio di Saelamakers, al nono minuto, che poi viene annullato dal Var per un fuorigioco del belga che vizia l’azione in precedenza.